“Antibiologia dello sviluppo: una produzione contro natura” di A. Sacchetti, 2008

Aldo Sacchetti analizza l’impatto negativo della produzione sugli equilibri ambientali. Fin da quando andavano ponendosi le basi energetiche dell’era industriale si delineò nitido il contrasto fra le esigenze fisiologiche della biosfera – nella quale lo stesso organismo umano è integrato – e quelle di una società che veniva ineluttabilmente orientando la sua economia verso lo sfruttamento sempre più intenso di risorse non rinnovabili. Nel XIII secolo l’uso del carbone in Inghilterra provocava luridume, inquinamento e disagio, suscitando le vivaci rimostranze della nobiltà londinese. Ciò mentre ai lavoratori si schiudeva un solo destino: continuare a pagare, nelle miniere e nelle fabbriche, il più pesante contributo di sofferenze, di malattie e di morte, allo sviluppo del sistema produttivo. La natura – che l’estendersi dell’agricoltura aveva privato, nel giro di poco più di un millennio, del fitto mantello di foreste da cui l’Europa occidentale era un tempo coperta – non tardò ad accusare gli effetti nefasti delle nuove tecnologie. Nel 1500 l’umanista e scienziato tedesco Georg Bauer, da noi più noto col nome latino di Giorgio Agricola, così parlava dell’attività mineraria, che già appariva premesso materiale della nuova era: «Uno dei più forti argomenti dei detrattori di questa attività è che i campi vengono devastati: perciò la legge ha vietato agli italiani di scavare la terra per ricercare i minerali e danneggiare così i fertili campi, le vigne, gli oliveti. Essi deplorano che le piantagioni siano abbattute per costruire macchine e per fondere metalli. La scomparsa dei boschi provoca lo sterminio degli uccelli e di altri animali che sono gradito nutrimento dell’uomo. L’acqua di lavaggio dei minerali avvelena fiumi e ruscelli ed elimina i pesci. A causa delle devastazioni arrecate ai campi, ai boschi, ai corsi d’acqua, gli abitanti del luogo trovano difficoltà a procurarsi quanto occorre per vivere».

Estrazione mineraria

L’intensità delle coltivazioni minerarie di quattro secoli fa non può essere neppure paragonata a quella odierna. Nel 1983 la produzione mondiale di acciaio superò i 780 milioni di tonnellate e furono estratte circa 210.000 t di stagno; 650.000 di nichel; 5 milioni di amianto; 5,3 milioni di piombo; 6,5 milioni di zinco; 9,2 milioni di cromo; 9,7 milioni di rame; 15,3 milioni di alluminio; 2,7 miliardi di carbone; 2,8 miliardi di petrolio. L’impiego dei minerali è andato crescendo in progressione geometrica nell’ultimo secolo. L’estrazione mondiale del piombo non raggiungeva 130.000 t nel 1860, quella dell’alluminio, nel 1900, le 50.000. Il rame era conosciuto fin dal IX millennio avanti Cristo e usato dal III millennio in lega con lo stagno nella metallurgia del bronzo. Ma si ritiene che tutto quello utilizzato in oltre 100 secoli, fino al 1800, sia meno di quanto oggi ne produciamo in un anno. Per una legge fisica ineludibile, una parte di tali sostanze va irrimediabilmente perduta durante le fasi di estrazione, lavorazione, consumo. I combustibili fossili, anzi, vengono estratti proprio per essere distrutti nella combustione. Già le ricerche promosse, a partire dal 1970, dal Club di Roma, avevano posto in evidenza la finitezza delle riserve naturali, la globalità delle interazioni tra società, tecnologia, ambiente e i conseguenti inevitabili limiti dello sviluppo.

Accumuli altamente nocivi

Adoperare beni non rinnovabili – dal momento che anche le più avanzate tecniche di riciclaggio non possono impedire una dissipazione di materia in ogni successivo utilizzo – porta progressivamente al depauperamento quantitativo e qualitativo delle risorse. E ciò avverrebbe anche se il tasso di sviluppo fosse zero o lo sfruttamento decrescente. La prospettiva è, quindi, la perdita di minerali, associati dai primordi all’evoluzione stessa della civiltà. Ma più grave è un’altra considerazione. Finché le attività produttive rimasero iscritte nei grandi cicli biogeochimici mossi dall’energia solare, la biosfera non conobbe accumuli nocivi. In essa, infatti, ciò che è residuo di una specie è alimento di altre. Questo il segreto che ha permesso alla vita di svilupparsi in tre miliardi e mezzo di anni senza creare disordine, arricchendo anzi l’armonia della natura. La rivoluzione industriale, invece, ai processi ciclici che costituiscono la regola biologica sostituisce singole catene lineari, unidirezionali nel senso: produzione – consumi – rifiuti.

Entropia alle stelle

Insieme al rapido impoverimento di risorse si determina così una parallela disseminazione di scorie, incompatibili con le esigenze omeostatiche degli esseri viventi. I dati relativi all’accelerato flusso di materia verso il mare sono eloquenti, ma non bastano a far intendere la dimensione del problema. Le innovazioni tecnologiche dopo l’ultima guerra mondiale hanno accresciuto a dismisura l’impatto negativo della produzione sugli equilibri ambientali. Alla imponente circolazione di minerali tossici che la Terra custodiva gelosamente nella forma chimica più stabile entro le proprie viscere, ben segregati dalla vita, si è aggiunta un’infinità di sostanze create dall’uomo e del tutto estranee alla fisiologia animale e vegetale. L’entropia del sistema fisico terrestre è vertiginosamente aumentata.

Amianto, “nel 2017 duemila decessi in Lombardia” dovuti alla presenza di asbesto

www.ilfattoquotidiano.it – 27 Novembre 2018 Duemila decessi in Lombardia nel solo anno 2017 per patologie legate all’asbesto, con Milano “capitale dell’amianto con record di casi di mesotelioma”. La denuncia è di Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’amianto (Ona), durante la conferenza-seminario “Come difendersi sull’amianto: responsabilità civili, penali e profili previdenziali“, organizzata martedì mattina con il patrocinio dell’Ordine degli avvocati di Milano e la collaborazione di Labor Network presso il Tribunale del capoluogo lombardo.

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La biochimica non è sufficiente

Vax: Eppure non è sufficiente la biochimica per comprendere cosa fanno i vaccini obbligatori. occorre un nuovo paradigma. In una cellula, notava il p. Nobel H. Frölich, vi sono circa 3000 enzimi e il numero di cellule del corpo umano è nell’ordine di grandezza di almeno centomila miliardi, che moltiplicato per 3000 dà 10 alla 17sima sistemi enzimatici dialoganti. un numero pazzesco.

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“Scienza e Coscienza”, Arianna Editrice, 2018 – nuova edizione eBook

di Aldo Sacchetti

« Tutta la storia della contaminazione tecnogenica, dei suoi effetti biologici, della illusione umana di mantenere il controllo, è segnata da 4 costanti fondamentali:

Edizione Arianna Editrice, Ottobre 2018 – eBook – Pagine 306 Formato Pdf – ISBN 9788828500520 – Nuove appendici, approfondimenti e una prefazione di Alberto Frattini – Acquistabile qui

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“Per una Nuova Coscienza del Sapere. L’indispensabile visione di Aldo Sacchetti oggi” (Bologna 2018)

Presentazione Convegno: 20 Ottobre 2018, Ore 11-18 Sala Costa, Via Azzo Gardino, Bologna

Ispiriamoci alla Terra e chiediamo conto delle offese

La biodiversità è rispetto dell’altro ma anche armonia complessa.
La coerenza della vita viene continuamente controllata al livello ultramicroscopico dinamico cellulare, dove l’improbabilità fisica si converte in nascita e ed equilibrio. Perciò in natura la complessità è fattore di stabilità: la Foresta Amazzonica si auto mantiene da oltre 20 milioni di anni.”
(A. Sacchetti, Scienza e Coscienza, p. 49)

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In biologia non è lecito BARARE

Sul DNA, anche per ripasso degli studenti di medicina ed i loro insegnanti:
” In biologia non è lecito BARARE perchè l’informazione è organizzazione in ciascun vivente secondo la medesima legge. Vi sono vincoli che non possono essere più modificati, decisioni prese <una volta per tutte>..Il filamento di DNA è la più grande macromolecola della vita, lunga in media parecchi centimetri in ciascun cromosoma delle cellule somatiche umane e più di due metri per ogni cellula. Moltiplicata per tutte le cellule dell’organismo raggiungono un numero di circa 10^16 e la lunghezza complessiva della catena arriva a migliaia di migliaia di km. ..Pur essendo strutturalmente molto semplice, fatto di quattro nucleotidi e solo quattro elementi chimici, questo filamento raccoglie una quantità illimitata di contenuto informativo, con una “differenza fondamentale” rispetto a tutte le costruzioni matematiche umane: nel DNA ogni atomo, ogni legame interatomico non E’ DISPOSTO A CASO MA RAPPRESENTA IL RISULTATO DI MILIARDI DI EVOLUZIONE GLOBALE COERENTE.” Aldo Sacchetti, Scienza e Coscienza cap. IX
Non c’è da avere più dubbi su cosa fa e dove arriva l’artiglio vaccinale. QUI SI TRATTA DI SALVARE LA VITA

Memoria su “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”

Vax: Ecco perchè il decreto “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale” (decreto- legge del 7 giugno 2017, n.73) appare totalmente irrazionale e inefficace nei riguardi dell’obiettivo che pretende di raggiungere.

Memoria di Dott. Stefano Montanari, Consulente Scientifico Ass.ne Vita Al Microscopio – 20/6/2017 – (Nino Ferri, Presidente Vita Al Microscopio) Leggi tutto “Memoria su “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale””

“Aldo Sacchetti, medico igienista, padre dell’Ecologia italiana” (Brescia, 2017)

Presentazione Convegno:

FONDAZIONE LUIGI MICHELETTI
venerdì 5 maggio 2017 ore 14,30 – 18

Il richiamo coerente alla difesa della biosfera, l’opera incessante, il pensiero verso una nuova scienza

La Fondazione Luigi Micheletti di Brescia promuove per Venerdì 5 Maggio, presso la sala di lettura della Fondazione, un Seminario dedicato ad Aldo Sacchetti, medico igienista, scienziato, ritenuto uno dei Padri dell’Ecologia italiana, pensatore originale sui temi della sopravvivenza dell’uomo e della biosfera.
Alla base dell’iniziativa c’è la costituzione del “fondo archivistico e bibliografico Aldo Sacchetti” presso la Fondazione, che si arricchisce così di un capitolo fondamentale nel già ricco panorama dei fondi documentari sull’ambiente e l’ambientalismo. Nell’occasione, oltre alle opere principali, verranno presentate una serie di carte di questo importante ricercatore, comprese lettere e manoscritti inediti, resi disponibili attraverso la collaborazione del fratello Lamberto Sacchetti e di Alberto Frattini.
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“La consapevolezza della salute nell’uomo di oggi” (Livorno, 2015)

Atti Convegno: Video
Parco del Mulino, Ardenza Terra,  Livorno, 14 Novembre 2015
L’eccesso di medicalizzazione della vita e della ricerca farmaco-medica promuove la malattia, invece della salute e aumenta la distanza tra curante e curato. L’accanimento diagnostico rivela spesso l’incapacità di comprendere numerosi problemi, che comportano disturbi e malattie nel mondo attuale. Sono le stesse basi della cosiddetta scienza che vanno cambiate. La Tecno-Scienza si fonda ancora sui principi del determinismo scientifico, che non può contemplare l’insieme dell’uomo. La nostra salute è in stretto rapporto con la Biosfera in cui viviamo, ma il divario tra il potere e la scienza impedisce di ammettere, valutare e provare a curare l’enorme flusso xenobiotico cui è sottoposto l’organismo di tutte le forme viventi.
È a rischio la stessa sopravvivenza dell’intero sistema vivente. Vanno cambiati i paradigmi scientifici, perché l’uomo non è un sistema isolato, (macchina: parametro della tecnologia), ma un organismo biologico connesso, che vive grazie a uno scambio permanente di materia, energia, informazione con l’esterno.
L’Accademia della Funzione Naturale Umana nasce per condividere e confrontare informazioni, dati, esperienze. Per approfondire la comprensione di ciò che provoca le disfunzioni naturali dell’uomo, e quanto può invece ripristinare il suo equilibrio, tenendo ben presente che ogni uomo ha caratteristiche uniche e personali, non assoggettabili a standard e a parametri univoci.
«La matematica, guida sovrana della scienza nel dominio dell’abiotico, non è tale nel dominio del vivente…Del resto, anche nel mondo esterno non tutto è matematicamente descrivibile. Nessuna formula può descrivere la forma cangiante di una nuvola o il moto di una foglia che cade» (A. Sacchetti da “Scienza e Coscienza”, Arianna Editrice, cap. 4)

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“La coerente diversità e unità del vivente. Un riscatto epocale” (Livorno 2015)

Atti Convegno: Alberto Frattini

L’Accademia della Funzione Naturale Umana è dedicata all’UOMO, alla sua funzione, cioè alla comprensione di come funziona, alla sua salute, al suo benessere. L’uomo è il nostro riferimento. Riteniamo quella di oggi più che altro un’assemblea, la prima di questa accademia dell’uomo e cominciamo ad aprire il confronto con tutti i presenti. L’accademia ha uno statuto da giugno, è stata presentata vicino a Bologna ma oggi qui a Livorno condividiamo in questo incontro alcuni dei nostri temi, per aprire poi attraverso anche il sito, il confronto.  

Il Tema di oggi

premessa

Bisogna fare un po’ di chiarezza, perché la salute oggi è un tema molto particolare e occorre SEGUIRE UN PRINCIPIO DI EQUILIBRIO. Ne sentiamo tante, siamo circondati da troppe informazioni, spesso non adeguate. Non possiamo discutere, per esempio, risultati e acquisizioni della Medicina di urgenza, la chirurgia di alto livello, le capacità strumentali diagnostiche, le situazioni di soccorso, di trauma, l’indispensabile vera farmacologia.

MA ESISTONO ANCHE I LATI NEGATIVI, CHE È UTILE RI-CONOSCERE
(PER LA NOSTRA CONSAPEVOLEZZA):

  • danni iatrogeni procurati da cure e farmaci, decine di migliaia di morti all’anno in ospedale e no –
  • danni che attengono i cambiamenti negativi sociali nella salute pubblica, tagliata per fare cassa pro governo senza tagliare veramente gli sprechi. Sanità con strutture gestionali estranee alla salute.
  • la sovra-medicalizzazione crescente e la riduzione della qualità della medicina in generale
  • possiamo farci male da soli, va detto e ripetuto: ALCOOL, ALIMENTAZIONE, FUMO

  Ma in attinenza al tema di oggi, dico che le grandi capacità dimostrate dalla medicina hanno generato illusioni. Di potere curare tutto tutti e qualsiasi cosa. Attenzione: nessuno detiene il brevetto della verità e ci vorrebbe l’umiltà, che oggi non si trova in ambiente sanitario, proprio a dimostrazione dell’insicurezza in cui vive oggi la medicina. Ecco perché occorre invece aprire, sviluppare, tenere viva la consapevolezza, di cui ogni uomo è dotato  

CAMBIARE IL PARADIGMA DELLA SCIENZA

E’ qui la base della nostra critica. La medicina oggi ha una base scientifica non più consona.   Partiamo, celebrando l’Autore, dalle basi straordinarie, per coerenza e profondità, del pensiero di Aldo Sacchetti. Straordinario il suo lavoro, formidabile il suo talento: capire cosa è la vita e cosa la danneggia. Medico igienista, vivente, ha lavorato in Emilia Romagna, nelle strutture dell’Igiene pubblica, scritto alcuni libri e vari saggi, ha tenuto numerose conferenze in Italia e all’estero.   Stiamo ricostruendo tutto ciò che è possibile della sua opera e del suo lavoro. Abbiamo anche avuto la fortuna di recuperare, grazie all’editore Eduardo Zarelli (Arianna Editrice), che oggi ha inviato un tributo a Sacchetti, le ultime copie di un libro fondamentale, “Scienza e Coscienza” (2002, I ristampa 2006), la summa della nuova scienza, che non è disponibile, per ora almeno, come e-book. Gli altri suoi libri sono “Sviluppo o Salute: la vera alternativa” (Patron, Bologna, 1981), che ricevette il premio speciale “Firenze Ecologia”, sempre nel 1981, che abbiamo ritrovato in numero limitato di 4 copie. Gli altri suoi due libri sono disponibili in rete. Il saggio “L’Uomo Antibiologico. Riconciliare Società e Natura” (Feltrinelli, Milano, 1985, 1990, 1997) probabilmente il suo scritto più conosciuto, che ebbe tre ristampe. Potente come pochi altri scritti, chiaro, esprime tutta la sua netta visione dei principali rischi provocati dalla sudditanza della scienza al potere, e come si stanno violando le leggi fondamentali che hanno consentito l’equilibrio della biosfera, prima dell’avvento della tecnoscienza. “La Democrazia degli Erranti e la coerenza eco-biologica” (Guaraldi, Rimini, 1996) scritto con il fratello Lamberto, magistrato. Qui la base della comprensione della vita, della sua intrinseca armonia, viene messa in relazione con quanto accade nelle società attuali, nelle economie, nelle culture. A tratti profetico, straordinaria opera, forse non condivisibile in tutte le sue analisi, ma originale e direi fondamentale per capire dove stiamo andando e perché.   La breve sintesi che farò è tratta dalle sue opere, compresa l’ultima con Lamberto Sacchetti. In grassetto i brani completi con nota di riferimento in parentesi

La vita ha un ordine coerente

da “Scienza e Coscienza” Arianna , capitoli I e II, “Democrazia degli Erranti” La vita è riuscita a conservare il proprio ordine interiore per miliardi di anni, senza creare disordine sulla Terra, facendo anzi dell’anonimo spazio fisico-chimico una Biosfera coerente, il cui ordine si estende alla fascia stratosferica di ozono. L’energia biologica, ossia “sistemica” dell’intero mondo vivente, viene amministrata dalle cellule, (che sono l’unità di base di ogni forma vivente), a livelli minimi e tende a riciclare sempre gli stessi elementi chimici necessari alla vita (circa una trentina), meno di un terzo di quelli presenti naturalmente alla superficie del Pianeta.   «Energia “sistemica” è quella fisiologica dei processi cellulari, trasformatori della materia abiotica in sostanza vivente secondo un modello archetipale che rende coerente tutta la Biosfera. L’energia aggiuntiva ottenuta e utilizzata per via tecnologica è invece “asistemica” e perciò, oltre un certo limite, antibiologica» “Democrazia degli Erranti”…, pag19 nota 2   Ogni essere vivente è una struttura aperta che dipende da un flusso esterno di materia e di energia e regola il proprio ordine interno mantenendo il rapporto con l’esterno abiotico. La cellula è molto diversa dai parametri chimici e fisici dell’esterno, filtra ordine nel flusso di entrata, verifica l’idoneità e la quantità della materia e di energia assunte, ed espelle il disordine di ciò che non serve più.

OMEOSTASI

«…Questa unidualità di autonomia e dipendenza, distintiva della vita, non potrebbe manifestarsi se ogni essere vivente – mono o pluricellulare – non disponesse di quella straordinaria capacità che è l’omeostasi, ossia l’attitudine ad autocorreggere e regolare entro limiti di compatibilità vitale tutti i parametri fisico-chimici e morfologici, nonostante le imprevedibili variazioni del contesto esterno» (“Scienza e Coscienza”, cap.1 pag. 6)   Gli animali e gli uomini, per es., mantengono una temperatura corporea costante. Hanno sistemi di autoregolazione (pressione, volume acqua, sali, acido-base, livelli ormonici, glicemia,.). Sono questi l’ equilibrio, l’ordine, garantiti dalla tensione selettiva della vita (bios) a salvarsi dal rientro nel caos senza vita, abiotico.   Grazie alla sua capacità selettiva, la cellula ha modificato in miliardi di anni (3, uno per l’uomo), la composizione chimica e fisica, il clima stesso della Terra, rendendolo favorevole allo sviluppo vitale. Nasce nel fondo degli oceani, ma la fotosintesi ha cambiato la primitiva composizione atmosferica del Pianeta. È il processo basilare dell’energia biologica, la radiazione visibile del Sole lega tra loro carbonio e ossigeno, derivati dalla CO2, l’anidride carbonica atmosferica, e idrogeno (derivato dall’acqua), all’origine di quasi tutta la biochimica vitale, liberando nello stesso tempo ossigeno nell’atmosfera.

«…Si può dire che, sulla terra, attraverso la fotosintesi“la luce del sole entra nel sistema vivente e ne forma la struttura: dna, proteine, materia organica e l’energia della biosfera, carne, istinti, pensiero, cultura sono fatti di radiazione solare» (“L’Uomo Antibiologico”) e aggiunge in modo poetico «La biosfera è un tessuto di sole trapunto di creature»
(“Scienza e Coscienza”, cap. II pag. 22-23)

Una spiegazione di questa affascinante e straordinaria integrazione globale, la danno la fisica e la biologia del novecento. La stessa Biosfera e i suoi abitanti sono formati e informati da interazioni “coordinate” tra parti distanti del sistema. Ben oltre il raggio d’azione delle forze intermolecolari che è dell’ordine di un centomilionesimo di centimetro – 10^-8 ! Non è comprensibile attraverso la scienza matematica, la vecchia fisica, riduzioniste. Ogni molecola invece si comporta come se sapesse cosa fanno le altre! La coerenza implica il raccordo, che porta all’equilibrio, alla omeostasi delle nostre funzioni. È una dinamica armonia, che approdando alla dimensione dell’individualità, propria di ogni singolarità vivente, diviene l’essenza delle strategie cognitive a tutti i livelli della vita. La Coerenza Biologica comprende in sé quella logica, arrivando ad abbracciare le superiori facoltà intuitive dell’intelletto umano, in grado di cogliere le grandi evidenze non razionalizzabili dell’universo, della natura, dell’esistenza. In altre parole il processo evolutivo integratore di essere e divenire è culminato nella coscienza umana, fine ultimo, il più nobile e delicato della creazione.

CAMBIARE IL PARADIGMA DELLA SCIENZA
Breve sintesi tratta in particolare da “L’Uomo Antibiologico

La cultura classica della matematica e della fisica, da Galileo, Cartesio ha avuto tanti meriti, per superare l’ignoranza dei tempi, ma guarda e circoscrive l’oggetto, non l’uomo. Per capire: Sacchetti ripete una definizione di Galileo del 1623: L’ambiente è dove c’è un uomo o un oggetto. Quindi comprende e circoscrive solo l’abiotico, non il vivente. È tutta qui la differenza   Allora questa scienza vede l’organismo vivente come una macchina da riparare scoprendo e sostituendo il pezzo avariato, non comprende il rapporto dell’uomo con l’esterno. Né una comprensione adeguata delle sue strutture e delle sue funzioni. Si è messa a disposizione del Potere, creando le basi dell’ideologia di progresso illimitato. L’uomo tecnologico dell’età contemporanea ha creduto che il lavoro, esaltato dall’industria, producesse ordine e ricchezza. Si è comportato come se la terra fosse un sistema aperto, capace di smaltire nell’universo la propria dissipazione, il proprio scarto. E la propria persona impermeabile ai rifiuti che l’industria e la macchina disperde ma è vero il contrario. Ha trascurato una legge fondamentale, quella dell’entropia, non si può produrre e consumare energia senza dissipare anche materia. Ogni anno i combustibili fossili vengono estratti dalla terra a miliardi di tonnellate e a miliardi di tonnellate ammonta l’estrazione sia di metalli, sia di altri minerali, gelosamente custoditi nelle viscere del nostro pianeta, da miliardi di anni. A miliardi di tonnellate l’industria trasforma la materia, introducendo nella biosfera legami chimici xenobiotici, di cui la plastificazione planetaria è visibile testimonianza offerta alle giovani generazioni! LA TECNOSCIENZA STA COLPENDO SEMPRE PIU’ IN PROFONDITA’ L’OMEOSTASI PLANETARIA. CHE E’ L’OMEOSTASI DI OGNI ESSERE, DI OGNI UOMO.

L’EFFETTO SUGLI ORGANISMI VIVENTI È: ALTERAZIONE DEL FLUSSO DI ENTRATA

«L’uomo della società “avanzata” tesaurizza piombo nella ossa (un settantenne ne contiene fino a trecento volte più di un bambino) e soffre di artropatie degenerative; accumula cadmio cancerogeno nei reni e nella prostata (e il cadmio, come il piombo, è veleno fortemente ipertensivo. I suoi polmoni, le pleure, i visceri addominali sono cosparsi di microscopiche fibrille di amianto, la cui azione oncogena è indiscutibile. I suoi lipidi, grassi cellulari e di deposito concentrano pesticidi, idrocarburi clorurati, bifenili e trifenili polialogenati e altre sostanze tossiche lipofile, in parte escrete con la lattazione e somministrate ai neonati perfino attraverso il seno materno.» (“L’Uomo Antibiologico, L’antibiologia dello sviluppo”, Arianna Editrice, versione e-book, cap. II, pag. 21)

Sacchetti poi elenca nei capitoli successivi le numerose sostanze tossiche cancerogene mutagene che si trovano nell’aria urbana (tonnellate di ossido di azoto, di carbonio, nitrosammine, benzolo, benzo(a)pirene da combustione,.. Capitolo per capitolo, elenca, con linguaggio preciso e molto efficace, i gravi inquinamenti dell’aria, dell’acqua, della terra, i rischi dell’elettromagnetismo, le nuove malattie. Ma sotto accusa è la scienza. Per un essere vivente non esistono sostanze o energie indifferenti. Non è più accettabile un approccio ai problemi della vita tutto ispirato ai principi della chimica e della fisica classica. I sistemi biologici non sono un mero insieme di composti chimici la cui reazione possa essere matematicamente predeterminabile. Evolvono mediante fluttuazioni, quindi in modo impredicibile. Il paradigma della scienza moderna, fondato sul presupposto di una natura priva di intelligenza e di finalità, da dominare e quindi plasmabile senza limiti dall’aggressione manipolatrice, non trova più alcun fondamento teorico. Cade l’illusione del punto di vista assoluto, della verità unica, sganciata dalla sapienza metafisica e dall’etica, crollano tutti i pilastri della società industriale.   La scienza medica, nel complesso, non mostra molta attenzione al rapporto salute-tossicità. Il suo interesse è per la cura del malato, più che per la tutela della salute. Spesso invece le istituzioni sanitarie appaiono mobilitate a mistificare le insidie dello sviluppo industriale. Non andrebbero accettati invece i limiti imposti per esempio per il traffico, per l’arsenico, per il mercurio, per tutti i veleni immessi nell’aria, nell’acqua,.. Questa scienza è lontana dalla comprensione del flusso di entrata, che produce forme molto variabili per il carattere probabilistico, non determinabile, delle interazioni tra organismo individuale e l’enorme numero di interferenze cui viene sottoposto. Solo un esempio, dà credito direi quasi beffardamente, alla teoria genetica sull’origine della proliferazione neoplastica. L’origine del cancro viene collocata, perciò, dentro l’uomo…   Rendersi conto dell’insulto che l’uomo infligge al tessuto vitale del pianeta e alla sua matrice germinativa è la premessa per superare il pensiero della modernità.