Accademia

L’eccesso di medicalizzazione della vita promuove la malattia invece della salute e aumenta la distanza tra curante e curato.
L’accanimento diagnostico e terapeutico rivela spesso l’incapacità di comprendere numerosi problemi, che comportano disturbi e malattie nel mondo attuale.
Si mette attenzione a un singolo elemento dell’organismo, non alla sua funzione.
Comprendere le “disfunzioni”, gli squilibri, le correlazioni reali dei vari apparati, che interagiscono tra loro, può avvicinare alla causa vera dei problemi di molte persone.

L’Accademia della Funzione Naturale Umana nasce per condividere e confrontare informazioni, dati, esperienze. Per comprendere cosa provoca le disfunzioni naturali dell’uomo, e quanto può invece ripristinare il suo equilibrio, tenendo ben presente che ogni uomo ha caratteristiche uniche e personali, non assoggettabili a standard e a parametri univoci, oggi in voga.

La funzione naturale umana oggi
a) Subisce anomalie, incomprese dalla prassi medica, per variazioni o alterazioni indotte, che incidono a vari livelli, anche per l’accumulo di sostanze estranee all’organismo umano, che non possono essere assorbite dal nostro corpo, come sostanze tossiche, farmaci, vaccini, oppure per eccesso di microrganismi, alimentazione, disbiosi e altro ancora.

b) È compromessa da tossicità elevate come metalli pesanti in alta concentrazione, inquinanti persistenti come diossine, policlorobifenili, gas, polveri sottili, vaccini e farmaci iatrogeni, raramente riconosciuti come cause dei problemi che si sono manifestati.

«La comprensione della natura delle varie parti del corpo è priva di senso se non comprenderete come queste parti lavorano insieme nell’intera persona vivente…» (G.A.Thibodeau, K.T. Patton, Manuale di Anatomia e Fisiologia moderno)

«La matematica, guida sovrana della scienza nel dominio dell’abiotico, non è tale nel dominio del vivente. Del resto, anche nel mondo esterno non tutto è matematicamente descrivibile. Nessuna formula può descrivere la forma cangiante di una nuvola o il moto di una foglia che cade» (Aldo Sacchetti da “Scienza e Coscienza” Arianna Editrice, cap. 4)