Il piombo nelle munizioni da caccia: problematiche e possibili soluzioni

  • ISPRA Rapporto 158 2012 – Autori: A. Andreotti, F. Borghesi

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Introduzione

I l piombo è un metallo tossico utilizzato dall’uomo da migliaia di anni per una molteplicità di usi diversi. La crescente evidenza della pericolosità di questo materiale per la salute e per l’ambiente negli ultimi decenni ha portato ad una serie di bandi volti a vietarne l’utilizzo in molti settori. Ad oggi sono stati introdotti divieti nella produzione delle benzine, delle vernici, dei giocattoli, delle tubazioni, delle leghe per saldature, dei pesi per l’equilibratura dei pneumatici, dei pesi da pesca. Da tempo in diversi Paesi occidentali è proibito anche l’utilizzo di munizionamento contenente piombo per la caccia nelle zone umide, dal momento che gli uccelli acquatici tendono a ingerire i pallini sparati che si depositano sul fondo degli stagni e delle paludi, rimanendone intossicati. In realtà, numerosi studi condotti in diversi contesti ambientali hanno dimostrato come l’utilizzo delle munizioni da caccia contenenti piombo possa avere effetti negativi su molte specie di animali terrestri, sull’ambiente e persino sulla salute umana. La rilevanza di questa problematica ha indotto il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ad incaricare l’ISPRA a raccogliere ogni informazione rilevante in modo da disporre di un quadro conoscitivo il più possibile completo e aggiornato. Il presente documento rappresenta il risultato finale di questa indagine.

Come è nata la ricerca sul piombo

Le problematiche derivanti dall’impiego del piombo nelle munizioni da caccia sono state messe a fuoco attraverso un’approfondita ricerca bibliografica che ha portato ad esaminare una considerevole mole di pubblicazioni riguardanti argomenti diversi. Inizialmente la questione è stata affrontata per le implicazioni legate alla conservazione dell’avifauna delle zone umide, all’interno di una serie di iniziative condotte dall’ISPRA per ottemperare agli obblighi dell’Italia derivanti dall’adesione ad un accordo internazionale per la conservazione degli uccelli acquatici (AEWA). Mentre si lavorava per approfondire questa problematica, nell’ambito delle attività condotte per la redazione del Piano d’azione nazionale per il Capovaccaio è emerso come l’uso del piombo nelle cartucce da caccia determini effetti negativi anche sulle popolazioni di avvoltoi e, più in generale, di numerosi uccelli rapaci; si è deciso pertanto di estendere il campo di indagine anche agli ecosistemi terrestri. I risultati di questa ricerca sono stati per molti versi inaspettati: numerose specie di uccelli sono esposte al rischio di avvelenamento da piombo, in seguito non solo dell’ingestione dei pallini utilizzati per la caccia della piccola selvaggina, ma anche delle schegge dei proiettili impiegati per abbattere gli ungulati. Seguendo questo filone di indagine sono emersi ulteriori aspetti allarmanti riguardanti l’inquinamento dei suoli e le problematiche per la salute umana di chi consuma carne di selvaggina; anche su questi temi sono stati effettuati approfondimenti specifici. Su alcuni argomenti, riguardanti in particolare le implicazioni per la salute umana e per la conservazione degli uccelli da preda, di recente si è sviluppato un considerevole interesse da parte della comunità scientifica: negli ultimi anni il numero di articoli su riviste internazionali è andato via via aumen- tando, per cui è prevedibile che nel prossimo futuro il quadro delle conoscenze sarà ulteriormente migliorato.

Come è strutturato il documento

Per la redazione del documento si è cercato di adottare un linguaggio non eccessivamente tecnico, per renderne agevole la lettura anche a un pubblico di non addetti ai lavori. Inoltre si è limitato il ricorso alle citazioni bibliografiche, inserendo solamente i riferimenti alle pubblicazioni ritenute più significative, per chi fosse interessato ad effettuare approfondimenti su argomenti specifici (nonostante questo accorgimento, sono stati citati oltre 110 lavori). Dal momento che gli effetti del piombo si esplicano a diversi livelli, dalla chimica dei suoli al me tabolismo cellulare, sino ad influenzare le dinamiche di intere popolazioni, si è scelto di seguire un approccio interdisciplinare e di trattare anche aspetti non strettamente legati alla conservazione della fauna selvatica. Nei capitoli 1-4 vengono fornite indicazioni generali sul piombo, sui suoi effetti sull’ambiente e sugli organismi, nonché sulle misure che l’uomo sino ad oggi ha adottato per limitarne l’uso nelle diverse attività per cui veniva tradizionalmente impiegato. In questa prima parte del documento si riassumono gli effetti di questo metallo tossico prescindendo da quale sia la fonte di inquinamento; vengono introdotti solo alcuni cenni sulle problematiche legate alle munizioni da caccia, che verranno ripresi e sviluppati nel seguito della trattazione. Il capitolo 5 descrive le caratteristiche delle armi e munizioni da caccia attualmente più diffuse, con l’obiettivo di fornire informazioni di base per chi non è cacciatore e non ha esperienza in questa materia. Nei successivi capitoli 6-8 si presentano stime della quantità del piombo sparato annualmente, si descrivono le modalità di assunzione dei pallini e dei proiettili da parte delle diverse specie di uccelli e si discutono gli effetti che il piombo è in grado di determinare sulle popolazioni di alcuni rapaci. Nel capitolo 9 viene riportata una serie di informazioni derivanti da ricerche che hanno studiato gli effetti sulla salute umana del consumo di selvaggina abbattuta con munizioni di piombo. Infine nei capitoli 10 e 11 vengono discusse le possibili soluzioni al problema, considerando sia gli aspetti normativi, sia le precauzioni tecniche da adottare; in particolare, vengono valutati i diversi materiali che possono essere utilizzati in alternativa al piombo.

Quali finalità persegue il documento

Questo documento si prefigge lo scopo di divulgare una serie di informazioni che al momento sono confinate nell’ambito delle pubblicazioni scientifiche e che pertanto risultano difficilmente accessibili al vasto pubblico. Per evitare l’insorgenza delle polemiche che spesso nascono quando si affrontano argomenti connessi alla gestione venatoria, si è cercato di esporre le diverse questioni in modo rigoroso, riportando solamente dati oggettivi confermati da studi e ricerche. Gli Autori si auspicano che grazie a questo lavoro si apra in Italia un dibattito serio e costruttivo sul tema del piombo nelle cartucce da caccia, al termine del quale si potrà pervenire alla soluzione del problema, grazie alle munizioni alternative che già oggi sono disponibili. Si dovrà prestare attenzione affinché tale dibattito non venga trasformato in uno scontro ideologico tra favorevoli e contrari alla caccia, ma si mantenga su un rigoroso piano tecnico, a vantaggio della fauna, dell’ambiente, della salute umana.

parola chiave: metalli, Brescia

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