La coerente diversità e unità del vivente. Un riscatto epocale

di Eduoardo Zarelli (Editore di Arianna) – Tributo scritto per il convegno di Livorno il 14 Novembre 2015

zarelli

Aldo Sacchetti, è uno dei pochi “padri nobili” dell’ecologismo italiano, che non hanno contrabbandato le scelte etiche con qualsivoglia opportunismo culturale e politico. Non è un caso che se l’ambientalismo nostrano si è disperso, l’esempio, la ricerca e gli insegnamenti di questo pensatore resta fonte originale di qualsiasi “nuovo inizio”, intesto come nuovo paradigma olistico capace di operare quella trasformazione necessaria dell’esistente, sempre più urgente e irrinunciabile. Dopo aver vinto il premio speciale “Firenze Ecologia” con il libro Sviluppo o salute: la vera alternativa (Patron, Bologna, 1981), ha scritto il saggio L’uomo antibiologico. Riconciliare società e natura (Feltrinelli, Milano, 19973). È autore, con il fratello Lamberto, de La democrazia degli erranti e la coerenza ecobiologica (Guaraldi, Rimini, 1996). L’ultima fatica Scienza e coscienza. L’armonia del vivente (Arianna Editrice, 2006) l’ha voluta realizzare con la piccola casa editrice che da due decenni dirigo. Per me è stato un privilegio di cui porterò riconoscenza all’uomo, ancor prima che al pensatore, per l’intera esistenza e ragione culturale della editrice stessa. È un saggio fondamentale – oggi e domani ancor più di quando lo abbiamo pubblicato – che porta a maturazione definitiva le intuizioni raccolte nell’arco della sua ricerca pluridecennale, nella prospettiva di una scienza nuova, non più avalutativa e dissipatrice ma eticamente fondata sulla simbiosi empatica tra l’uomo e la realtà naturale.
Oggi documentare singolarmente i tragici effetti, le incomprensioni, le insufficienze, gli errori della scienza moderna è dovere irrinunciabile, ma non basta più: occorre chiarire l’incompatibilità di fondo che la pone in conflitto con la vita.
La biologia quantistica fa intendere la fisiologia di ogni essere (e dell’intero mondo vivente) come unità integrata, analiticamente irriducibile. Sotteso a ciò che la tecnica può rilevare – al confine tra materia, energia e coordinamento omeostatico del tutto – c’è in ogni istante uno sterminato incontrollabile intreccio di processi “coerenti” (ossia dinamicamente raccordati) destinato a rimanere, malgrado ogni tentativo di descrizione microfisica, l’affascinante mistero della vita. A livello quantico energia, materia e forma sono aspetti strettamente interconnessi del medesimo ininterrotto processo morfogenetico omeostatico. Un processo che, in condizioni fisiologiche, consente a macromolecole e cellule dell’individuo – già nell’embrione – di adempiere al proprio ruolo nel posto giusto al momento giusto. La vita è un miracolo permanente che sfugge a ogni pretesa di riduzionismo.)

L’obiettivo di Aldo Sacchetti che ho abbracciato con entusiasmo, ritenendolo fondamentale per i nostri tempi, è proprio il superamento della deleteria frattura moderna tra fisica e metafisica, domini complementari ineludibili della conoscenza umana. Il paradigma materialistico e utilitaristico della scienza moderna, fondato sulla ricerca del sapere come potere, base del “progresso”, sta scompaginando su scala planetaria con “progressione geometrica” i tenui invisibili legami sottesi alla fisiologia della vita. Tutto sembra crollare in un oceano di incoerenze fisiche, culturali, sociali, economico-politiche. Gli stessi scienziati proclamano la “fine delle certezze” ma si rifiutano di prendere atto che, più la divergenza tra potere e sapere aumenta, più l’errore diviene il marchio dell’egemonia umana. Solo una scienza nuova, consapevole della duplice violazione inferta nell’era tecnomorfa e nichilista alla coerenza elettrodinamica quantistica dei legami vitali e alla coscienza stessa dell’uomo, potrà consentire l’approdo a una società più matura, capace di superare il pauroso abisso che si è determinato tra sviluppo materiale ed elevazione spirituale e morale dell’umanità.

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